Con la NIS2 Backup e Firewall non bastano più.

Quando si parla di NIS2, la prima reazione di molte aziende è spesso la stessa: coinvolgere l’IT e chiedere quali strumenti sia necessario implementare per essere conformi.

Firewall, sistemi di monitoraggio, antivirus, backup e autenticazione multifattore sono tutti elementi importanti. Tuttavia, ridurre la NIS2 a un elenco di tecnologie da adottare significa perdere di vista il suo vero obiettivo. 

La direttiva europea non nasce per introdurre nuovi strumenti informatici. Nasce per aumentare la resilienza delle organizzazioni. 

La sicurezza non riguarda solo la tecnologia.

Per anni la cybersecurity è stata considerata principalmente una responsabilità del reparto IT. Oggi gli attacchi informatici hanno conseguenze molto più ampie. 

Un ransomware non blocca soltanto dei server: può fermare una linea produttiva, interrompere la gestione degli ordini, rendere indisponibili i servizi ai clienti e impedire ai dipendenti di lavorare. 

Per questo motivo la NIS2 richiede una visione più ampia del rischio, coinvolgendo non solo l’IT ma anche il management, i responsabili di processo e tutte le funzioni che contribuiscono alla continuità operativa dell’azienda. 


Il vero obiettivo: la resilienza.

Uno degli aspetti più importanti introdotti dalla NIS2 è il concetto di resilienza. 

Essere resilienti non significa evitare qualsiasi incidente. Nessuna organizzazione può garantire una protezione assoluta. Significa invece essere in grado di ridurre l’impatto di un evento e ripristinare rapidamente le attività essenziali. 

La domanda quindi non è soltanto: 
"Come possiamo evitare un attacco?"
Ma anche:
"Come continueremo a lavorare se un attacco dovesse verificarsi?"

Questo cambio di prospettiva sposta l’attenzione dalla sola prevenzione alla capacità di risposta e recupero. 


Backup e Disaster Recovery non bastano.

Quando si parla di continuità operativa, il pensiero va subito al backup.

È certamente uno degli elementi fondamentali di una strategia di resilienza, ma non è sufficiente. 
Avere una copia dei dati non significa essere realmente preparati. Se il ripristino richiede giorni, se le procedure non sono mai state testate o se i sistemi critici non possono essere recuperati nei tempi necessari al business, il rischio rimane elevato.

Lo stesso vale per il Disaster Recovery. Non basta possedere un piano documentato o infrastrutture alternative. È necessario sapere come reagire, chi coinvolgere e quali servizi ripristinare per primi. 

La resilienza non si misura dalla presenza di una procedura, ma dalla capacità di applicarla nel momento del bisogno. 


Un tema che coinvolge il management.

Tra i cambiamenti più significativi introdotti dalla NIS2 c’è il ruolo della direzione aziendale. 

Le decisioni sulla sicurezza non possono più essere considerate esclusivamente tecniche. Valutare i rischi, definire le priorità e garantire la continuità operativa richiede il coinvolgimento diretto del management. 

L’IT può individuare vulnerabilità e minacce, ma è il business a stabilire quali processi siano realmente critici e quale impatto avrebbe la loro interruzione. Solo unendo queste due prospettive è possibile costruire una strategia efficace.


La conformità è un punto di partenza.

Un errore molto comune consiste nel considerare la conformità normativa come il traguardo finale. 

In realtà, la NIS2 dovrebbe essere vista come un percorso di miglioramento continuo. Le minacce evolvono, le infrastrutture cambiano e nuovi rischi emergono costantemente. Di conseguenza, anche le attività di analisi e gestione del rischio devono adattarsi nel tempo. 

La vera domanda non è se l’azienda sia conforme oggi, ma se sia pronta ad affrontare un incidente domani. 


NIS2: una sfida di business.

La NIS2 contiene numerosi requisiti tecnici, ma il suo messaggio è molto più ampio. 

La sicurezza informatica è una componente della continuità operativa, della governance e della gestione del rischio. Per questo motivo non può essere considerata un semplice progetto IT. 

È un progetto aziendale che coinvolge tecnologie, persone, processi e management. 

Ed è proprio questa la differenza tra limitarsi a rispettare una normativa e costruire un'organizzazione realmente resiliente. 

Per ulteriori informazioni potete contattarci:

  • Email: nis2@tinet.it

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